Luciano nuova«Le elezioni le vinciamo perché si sta facendo un grande lavoro sul territorio e perché abbiamo messo in campo una squadra di 232 candidati che hanno coperto ogni porzione di spazio, ogni porzione di tema, ogni porzione di società e di professioni»: esordisce con una certezza Luciano D’Alfonso intervenuto al convegno “L’Abruzzo cambia marcia: efficienza, intermodalità e innovazione nei trasporti” tenutosi a Rosciano.

D’Alfonso prosegue con gli interrogativi: «Ma dopo che si è vinto che cosa si fa? Come rendere possibile in Abruzzo lo spostamento delle merci, delle persone, delle idee?», ai quali immediatamente fornisce un’articolata proposta: «Uno dei primi compiti della buona politica è il ripristino della qualità della vita, il ripristino della capacità dei territori di produrre reddito, di offrire alle imprese non solo suolo ma anche infrastrutture».

Nelle more di «un piano di trasporti che determini il miglioramento della qualità degli spostamenti in Abruzzo», D’Alfonso rintraccia la grande sfida politica per l’ente Regione «nella capacità di apportare una modificazione viaria», stabilendo la lista delle priorità: «fondovalle Sangro, avvicinamento tra Pescara e L’Aquila, completamento delle strutture viarie a servizio del rettangolo Chieti-Pescara, allargamento e allungamento dell’asse attrezzato verso l’interporto di Manoppello e il porto di Pescara».

Specifico intervento quest’ultimo che determinerebbe la restituzione domenicale alle famiglie della strada Tiburtina come zona pedonale.

Considerando, poi, lo stato dei trasporti ferroviari, D’Alfonso rileva che «la percorrenza ferroviaria abruzzese non ha conosciuto nessun miglioramento, mentre dobbiamo fare in modo che il nostro sistema conosca quello che hanno avuto le Marche sulla dorsale adriatica e le regioni più a nord nei servizi di spostamento nelle grandi aree urbane».

Progettando Pescara come moderna città d’Europa, infatti, il candidato accenna a quelle «intuizioni degli scorsi anni che puntavano a portare il servizio ferroviario metropolitano da Pescara a Scafa», dal momento che «la grande Pescara che dobbiamo edificare non è quella dei 400.000 abitanti ma è una città che è facilitata negli spostamenti con una dotazione formidabile che consenta comodità e celerità».

Non mancano le idee anche per i trasporti marittimi per cui è ipotizzata «l’istituzione a Ortona di un’Authority che si faccia carico della piena gestione, manutenzione, promozione e funzionalità dei porti di Pescara e Ortona» e per l’aeroporto di Pescara attualmente carente di «un piano di sviluppo con nuove rotte verso l’est per la produttività economica della regione e con un’offerta competitiva di più vettori».

L’intermodalità dei trasporti, per D’Alfonso, «passa attraverso una regola programmatoria» che interessi anche «la disciplina della qualità degli autobus, la  manutenzione alla viabilità nell’entroterra e i principali fiumi abruzzesi», ai quali D’Alfonso si impegna a «ridare, in 5 anni, bellezza, luce e vitalità a cominciare dall’Aterno-Pescara che sarà reso il fiume dell’incontro delle generazioni e delle famiglie con una pista ciclabile che si colleghi a quella adriatica».

«Per fare questo – riconosce il candidato presidente – ci vogliono  e io mi candido per riportare l’ambizione in questa regione, l’ambizione che tutto ciò che non c’è ci può essere a condizione che non ci sia la signoria della paura e che usiamo poteri e risorse che abbiamo».

Un Abruzzo migliore si può costruire.