Prima della conferenza stampa
Prima della conferenza stampa

Nella sua prima conferenza stampa da candidato presidente per la coalizione “Insieme il nuovo Abruzzo”, Luciano D’Alfonso tocca i temi che caratterizzeranno i prossimi 75 giorni: il lavoro, le infrastrutture, i trasporti, la sanità, la questione morale e l’ambiente. Felice per gli oltre 42mila votanti registrati alle primarie e fiero di essere stato scelto da tre elettori su quattro, esordisce con una dichiarazione di intenti: <<Farò la guerra ai problemi, non alle persone. Spero che i miei avversari scelgano subito il nome dei miei competitori affinché il confronto sia serrato e di alto livello ma non mi curo di chi avrò come concorrente, bensì delle questioni da risolvere>>.

Si inizia con l’argomento lavoro: <<Conosco i numeri di questa regione, so che ci sono soltanto 498mila lavoratori attivi. Cinque anni fa erano 518mila, bisogna tornare ad essere un territorio in cui investire e velocizzare la burocrazia per portare il numero delle imprese da 129mila a 150mila>>. Per le infrastrutture vanno realizzate alleanze: <<Sto preparando un incontro con i presidenti di Marche, Umbria, Lazio e Molise. Stimoleremo una visione europea senza cambiare priorità ogni sei mesi. La prima opera da completare è la Fondovalle Sangro, ma penso anche all’aeroporto d’Abruzzo – che va specializzato nelle rotte e nelle funzioni – e ai porti, per i quali va creata un’Autorità che garantisca la progettualità. Inoltre bisogna cucire i capoluoghi con le rispettive province e rifare le strade interne, quei 2.400 km di mulattiere. Ricordate che infrastrutturare un territorio significa renderlo appetibile agli investitori>>.

D’Alfonso ha già chiara in mente la road map: <<Per prima cosa interpellerò i presidenti degli Ordini provinciali dei Commercialisti per certificare il bilancio della Regione. Una volta definito il quadro finanziario, entro quattro mesi dalle elezioni ci doteremo di un Menu Abruzzo con gli obiettivi da raggiungere, e alla fine di ogni anno emaneremo una legge che indichi cosa faremo, in quanto tempo e con quali risorse>>. Un cronista chiede lumi sulla possibile squadra di governo: <<Non ci faremo contagiare dall’esterofilia – è la replica – ma cercheremo professionalità abruzzesi. Chiederemo molto al mondo del lavoro, della cultura e di coloro che già amministrano, ma soprattutto non perderemo tempo>>.

Poi la questione morale: <<Sono sempre stato assolto in tutti i procedimenti che mi hanno riguardato e sono fiducioso anche per il futuro; tengo a sottolineare che ho sempre collaborato con la giustizia, mai nascondendomi dagli accertamenti fatti su di me. Mi farò carico che si evitino circostanze che possano opacizzare la lucentezza della politica attraverso una riduzione dei costi di funzionamento dell’amministrazione, sanzioni per i funzionari che non rispondono alle istanze dei cittadini entro certi termini ed esperimenti di democrazia partecipata. Sappiate che la vera questione morale per me è la coincidenza tra cose dette e cose fatte>>.

Il candidato presidente del centrosinistra affronta quindi il tema della salute: <<Abbiamo da una parte la sanità di cui si vanta l’attuale governo regionale e dall’altra quella che ho incontrato in questi primi diecimila km di spostamenti sul territorio abruzzese. Sono due realtà completamente differenti. Dobbiamo far sì che la bravura dei medici e la qualità dei macchinari siano cucite dall’organizzazione sanitaria, bisogna coniugare servizi sociali e sanitari per evitare un ricorso troppo frequente alle ospedalizzazioni. Inoltre occorre liberare la sanità dalla signoria della politica ed evitare la duplicazione delle specialistiche, organizzando il trasporto facile del cittadino>>.

D’Alfonso promette guerra all’esecutivo nazionale se non verrà compresa la situazione particolare dell’Abruzzo: <<Dobbiamo far valere la nostra condizione di regione terremotata. Stimo Matteo Renzi ma lo incalzerò sulla ricostruzione dei Comuni del Cratere affinchè non siano ricostruite soltanto le case ma venga ripristinata la vita economica dei paesi>>. Sull’ambiente si mostra battagliero: <<Ombrina non esiste – tuona severo – e su questo sono pronto anche alla lite col governo. Non solo: mi impegnerò perché i fiumi siano tolti dall’abbandono in cui sono stati gettati facendo sì che chi inquina paghi e che non ci siano rischi per la salute delle popolazioni. In questa regione ci sono 16 aree a rischio idrogeologico, se le curiamo ora spenderemo 1, ma se dovremo curarle dopo i disastri ci costeranno 13>>.