D'Alfonso, caramanico e Mascitelli ad un dibattito per le elezioni primarie svoltesi il 9 marzo scorso
D’Alfonso, Caramanico e Mascitelli ad un dibattito per le elezioni primarie svoltesi il 9 marzo scorso

Nel lungo viaggio che mi sta portando in ogni angolo della regione ho la fortuna di avere due mezzi a disposizione: il Luciamion – che mi assiste dal punto di vista strumentale – e un tappeto volante di entusiasmo e organizzazione che sono i partiti della coalizione Insieme il nuovo Abruzzo. Senza di essi il mio iter di ascolto e proposta sarebbe monco perché, come diceva la filosofa francese Simone Weil, “un partito politico è una macchina per fabbricare passione collettiva”. Lo spirito della nostra coalizione deve essere quello di creare un solo grande valore attraverso l’esaltazione delle peculiarità di ciascun componente, evitando omologazioni di cui nessuno sente la voglia e il bisogno.

Oggi va molto di moda parlare male dei partiti e addossare loro le colpe del malfunzionamento del sistema politico. Eppure bisogna ricordare che i partiti – ovvero le associazioni di persone che hanno un’ideologia e interessi comuni e che mirano a esercitare un’influenza sull’indirizzo politico dello Stato – rappresentano il principale canale di collegamento tra la società civile e le istituzioni. Non a caso, la nostra Costituzione li considera come associazioni cui è riservata una posizione speciale rispetto a quelle disciplinate dall’articolo 18. Le leggi liberticide del regime fascista hanno portato i padri costituenti ad attribuire un particolare rilievo ai partiti che, in base all’articolo 49, hanno la funzione di “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Per perseguire questo fine svolgono alcune funzioni pubbliche: orientamento politico degli elettori, selezione dei candidati alle elezioni, posizionamento degli eletti, reclutamento della classe dirigente. In definitiva essi rappresentano i principali soggetti del meccanismo politico – costituzionale e hanno un ruolo fondamentale per la vita di una nazione.

A chi esalta e pratica l’antipolitica dico: i singoli individui possono sbagliare, ma questo non deve far dimenticare il valore fondante dei partiti nel processo democratico, a qualsiasi livello. Senza partiti ci sarebbero solo due possibilità: l’anarchia o la dittatura, e nessuna delle due ipotesi è pensabile in un Paese che si definisca democratico. Desidero quindi ringraziare profondamente le forze politiche che mi sostengono e supportano con il loro contributo ideale e organizzativo nel cammino verso la presidenza della Regione; ad esse prometto il mio impegno per un Abruzzo migliore, guidato da una classe dirigente degna di questo nome.

Luciano D’Alfonso