Luciano a Tv6 1E’ stato un programma con le scintille quello andato in onda lunedì 5 maggio dalle frequenze di Tv 6 (canale 14 del digitale terrestre). Acropolis, questo il nome della trasmissione, è stata condotta dal direttore, Alfredo Giovannozzi.

Luciano D’Alfonso, candidato presidente della Regione per il centrosinistra, ha partecipato al confronto con il candidato Maurizio Acerbo, della lista Un’altra Regione, e con il governatore uscente Gianni Chiodi, candidato per il centro destra. Assente la candidata del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi.

Giovannozzi ha chiesto a  Luciano D’Alfonso, dove è finito l’Abruzzo?

“Noi abbiamo dei numeri molto significativi. Eravamo 137 mila imprese, cinque anni fa, oggi ne siamo 8 mila in meno, eravamo 534 mila percipienti reddito da lavoro oggi ne siamo 498 mila. Cinque anni fa si producevano brevetti e invenzioni industriali nell’ordine di 2.000-2.100 l’anno, adesso invece se ne producono 700-750 l’anno.  Cinque anni fa il valore del Pil in termini assoluti era di 29,3 miliardi di euro, adesso è di 26,3 miliardi di euro. Su tutto questo Regione Abruzzo doveva, come amministrazione, metterci qualcosa in più rispetto a quello che aveva ereditato, noi abbiamo visto incertezza, atteggiamento rinunciatario e assoluta di cultura delle priorità. Tutto ciò ha portato a una specie di scomparsa dell’ambizione dell’Abruzzo. Abbiamo un problema delle imprese che non investono e decisori pubblici che si sono messi in riga nel non fare assolutamente il loro dovere. Per quanto riguarda il cosidetto riordino dei conti della sanità noi abbiamo una mobilità passiva che riguarda 42 mila persone, che partono dall’Abruzzo e vanno fuori regione a cercare prodotti di sanità che potrebbero benissimo essere trovati all’interno della regione ma a condizione che ci sia più organizzazione”.

Sulla sanità si è acceso il dibattito. Chiodi ha ribattuto che gran parte dei problemi economici sono dovuti anche alla crisi economica mondiale.

“Oltre alla disoccupazione Chiodi deve sapere che c’è il dato di inoccupazione. Ciò che misura la condizione di benessere di un’economia è il valore del Pil. Le Marche hanno 33 miliardi di euro di Pil e sono cresciute di circa 500 milioni di euro rispetto a cinque anni fa. Qui c’è bisogno di una cura di cavallo che porti sul tavolo qualcosa come 90 mila opportunità di lavoro. Noi dobbiamo avere un’idea gigantesca dei poteri e delle funzioni di questa regione. Dov’è che mi voglio tenere distante e distinto dal presidente in scadenza Gianni Chiodi? E’ sul minimalismo che lui interpreta circa il ruolo della Regione. La mobilità passiva dal punto di vista della sanità vale 70 milioni di euro, come saldo, che possono produrre lavoro ulteriore nel settore del welfare in Abruzzo e per gli abruzzesi. Le persone che incontro, a migliaia, tanto che mi fa dire che siamo già a 300-310 mila elettori, mi descrivono l’assoluta introvabilità del prodotto salute anche per la diagnostica. Su questo non mi si può raccontare la favole di una Regione Pro loco che non può fare nulla. Noi abbiamo una la spesa farmaceutica di 320 milioni di euro e possiamo risparmiare 40 milioni di euro. Così come da quello che è il settore idroelettrico che vale 2,5 miliardi di euro noi possiamo organizzare procedure che facciano aumentare le royalties a favore della Regione. Infine, c’è un sistema di viabilità che è senza manutenzione da anni, 5 anni di totale latitanza”.

Ancora sulla sanità: “Il governo regionale deve organizzare una sanità che produca servizi percepiti dai cittadini. Il livello delle prestazioni sanitarie abruzzesi sta sotto la decima posizione. Come si fa a migliorarle? Facilitando e velocizzando la diagnostica, basta far lavorare di più la tecnologia, ricontrattualizzare le prestazioni degli operatori, come si è fatto nel Veneto”.

E poi rivolto a Chiodi: “Ma perché non hai organizzato in maniera che si abbattesse la mobilità passiva? Perché sei qui soltanto con un innocente sorriso? Perché non hai fatto in modo che le risorse venissero recuperate a favore dell’economia abruzzese? Perché non hai fatto in modo che non si dovessero impiegare 40 mesi per una Tac o una risonanza magnetica? Lo potevi fare e hai avuto lunghissimi cinque anni”.

E infine, rivolto al governatore uscente, a proposito del risultato delle elezioni del 25 maggio: “Ti darò 10 punti di scarto”.

 

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