1891294_258260297687904_1517378676_nDichiarazione di Luciano D’Alfonso a proposito della recente sentenza della Corte Costituzionale sulla legge finanziaria regionale

 

Un altro bluff. La Regione ha utilizzato gli stessi fondi per risanare la sanità, o far finta di risanarla, e per pagare le spese del trasporto pubblico locale. Il gioco delle tre carte. Non poteva farlo: a dirlo è stata la Corte Costituzionale con la sentenza n. 85  dello scorso 10 aprile con cui dichiara  illegittimo l’articolo 6 della legge finanziaria regionale che trasferisce al trasporto pubblico “le economie di stanziamento” sulle  anticipazioni di liquidità autorizzate dallo Stato per la copertura dei debiti sanitari. La Regione non poteva destinare quei fondi “a finalità diverse da quelle sanitarie, in violazione del principio di contenimento della spesa pubblica”. Non poteva farlo perché quegli stessi fondi erano stati già usati per coprire i debiti sanitari e grazie a quei fondi la Regione ha ottenuto, evidentemente bluffando, il tanto sbandierato equilibrio della sanità. Il gioco delle tre carte è stato scoperto e censurato. A farne le spese, ancora una volta,i cittadini abruzzesi, su temi delicati come sanità e trasporti: risultato è che il bilancio della Regione è un bluff e  il risanamento sanitario risulta ancora molto lontano dal traguardo, mentre i cittadini hanno sperimentato in prima persona i disagi dei tagli nell’erogazione di servizi fondamentali.

Dal 26 maggio chiederemo ai quattro presidenti degli Ordini dei commercialisti delle rispettive province abruzzesi e alla Ragioneria generale dello stato di verificare e certificare i bilanci regionali, inclusi quelli delle società partecipate, in modo da fare una fotografia sulla reale consistenza del deficit e del debito, e avviare un vero percorso di risanamento che restituirà servizi e diritti ai cittadini, che potranno controllare con trasparenza atti e bilanci della nostra amministrazione.

 

Luciano D’Alfonso