de-meis-ingresso-2Una domenica di Carnevale con la gioia della festa ma senza nessuna voglia di scherzare. E’ quello che è accaduto ieri, 2 marzo, a Chieti quando in poco più di un paio d’ore di mattina sono state raccolte 2.200 firme alla manifestazione allestita a piazzale Marconi (allo Scalo).

I rappresentanti di settanta associazioni, la cui consulta è presieduta da Mario D’Alessandro,  hanno partecipato all’incontro pubblico per ricordare lo sfacelo della biblioteca provinciale De Meis (crollata nel 2005). Dopo nove anni il capoluogo teatino non ha più uno dei suoi maggiori punti di riferimento culturale, l’edificio era in pieno centro storico, di fronte ai tempietti romani. I volumi (una delle collezioni più prestigiose d’Abruzzo) sono stati trasferiti in una sede provvisoria al Theate center, dove l’ente paga cifre ragguardevoli per l’affitto.

La richiesta dei cittadini è quella di trasferire la biblioteca provinciale nell’ex ospedale militare (caserma Bucciante) ma di provvedere, al più presto, pure alle altre due emergenze cittadine: l’assenza di una biblioteca allo Scalo e la conclusione dei lavori ristrutturazione dell’edificio di fronte ai tempietti romani.

Una lunga fila di volumi, una sorta di filo rosso, sul pavimento della piazza conduceva i cittadini ai banchetti delle associazioni. Si replica domenica prossima alla Villa comunale e il 16 marzo ancora a piazzale Marconi.

Un filo rosso che dovrebbe essere allungato e annodato anche con le altre provinciali.

Il sistema bibliotecario regionale è stato lasciato, in questi anni, in completo abbandono nonostante la dedizione, ai limiti del sacrificio, di tanti direttori. Anche con interventi minimi, grazie alle nuove tecnologie che con fondi ridotti permettono grandi risultati, sarebbe il caso di incrementare la collaborazione e la messa in rete dei cataloghi delle singole provinciali, in modo da dare a chiunque la possibilità, per esempio, di sapere se un dato volume è presente in una delle quattro strutture. Le tecnologie moderne, inoltre, permettono economie e rapporti sempre più stretti tra luoghi fisicamente lontani.

Necessario, poi, ribadire la centralità delle singole biblioteche rispetto al valore cultura. Volumi storici, testimonianze culturali, donazioni munifiche, ma anche attenzione concreta all’attualità e alle produzioni del territorio (nel corso dei secoli) sono la ricchezza immensa del patrimonio librario in nostro possesso. Un patrimonio che va valorizzato e rilanciato, per una Regione Ovunque, anche sulle pagine di un libro.