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Visita in una piccola azienda della provincia di Pescara messa in campo da giovani professionisti

“E’ la prima volta che un candidato viene a trovarci e invece di chiederci voti ci chiede di cosa abbiamo bisogno, soprattutto a livello burocratico, per incrementare la nostra attività”. La frase di uno dei titolari delle aziende visitate da Luciano D’Alfonso, nei giorni scorsi, è esemplare di un diverso modo di intendere l’amministrazione della cosa pubblica. E questa diversità è stata recepita e apprezzata dagli industriali e anche dai dipendenti.
A tutti D’Alfonso ha chiesto di raccontare i propri inizi, spesso difficoltosi, spesso partiti da aziende di artigiani, magari piccole aziende di famiglia che si sono trasformate in pochissimo tempo in società che operano sui mercati internazionali anche di oltre Oceano o in Cina, Russia e Giappone.
La Regione Ovunque è anche questo, un viaggio continuo alla ricerca di dialogo con i cittadini, siano essi studenti, operai, disoccupati o manager d’azienda, per capire sempre meglio e con un rapporto diretto, vicino, cosa si può e si deve fare per superare la crisi economica nel miglior modo possibile e nel minor tempo possibile.
Ecco allora la vicenda di una azienda di materiali termoidraulici e di sistemi di energia solare che, partita come una ditta familiare di artigiani, è oggi diventata una solida realtà che esporta in tutto il mondo. Soprattutto con l’arrivo in azienda dei due figli del titolare, è partita l’internazionalizzazione e l’attenzione costante e proficua all’innovazione. Oggi questa azienda impiega sette ingegneri che lavorano alle novità del futuro, che non sono ancora nel ciclo produttivo. Uno spreco, per un’ottica retrograda del fare azienda, una enorme opportunità di sviluppo per la corretta gestione dell’intrapresa. Da ultimo, ma non certo per importanza, è una azienda che ha lasciato tutto il ciclo ideativo e produttivo in Italia, nonostante sia molto più conveniente, oggi, delocalizzare.
“Mi impegno fin da ora a fornirvi una Regione Facile, che risponderà alle vostre esigenze e alle vostre richieste implacabilmente con un sì”, ha detto D’Alfonso agli imprenditori e ai dipendenti, “risolveremo i problemi nel minor tempo possibile, dobbiamo portare entro i prossimi cinque anni le aziende abruzzesi a 150.000, ora sono 129 mila, ne abbiamo perse 8 mila dal 2008. Senza nuove intraprese non si può immaginare alcun incremento di posti di lavoro e anche in questo ambito dobbiamo recuperare posizioni”.
Il candidato presidente della Regione del centrosinistra, poi ha posto l’accento sull’importanza di creare poli, distretti, alleanze tra aziende che permettano la diffusione del know-how e l’incremento del numero dei brevetti industriali.
Le lamentele sulle difficoltà burocratiche, sulla difficoltà dei finanziamenti, sulla capacità di ottenere i pagamenti dai propri debitori (siano essi privati ma anche pubbliche amministrazioni) sono state le note dolenti.
Ma esiste anche un Abruzzo di creatività, di opportunità. Per esempio una azienda pescarese della logistica farmaceutica.
Interessanti e promettenti i consigli ricevuti dai titolari, in questo caso, nella gestione dei farmaci per le Asl, per evitare sprechi di medicine e costi lievitanti. D’Alfonso ha diligentemente preso nota per implementare i suggerimenti nella sanità pubblica.
Particolare, infine, l’incontro con i lavoratori e i titolari di una azienda pescarese – dove il più anziano ha 40 anni – che si occupa di progettazione e realizzazione di costruzioni in legno. Una realtà in crescita, nonostante le difficoltà a trovare fondi e a ottenere pagamenti. Emergenze che con la Regione Ovunque di Luciano D’Alfonso saranno solo un ricordo del passato.