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Oggi, 27 febbraio, ho svolto una conferenza stampa, intitolata “Scusate, interrompiamo le notizie sui problemi di oggi e sulle proposte per domani… si discutono le questioni risolte dai Tribunali ieri”, perché ritengo si debba scattare una foto che precisi la dimensione giusdetta del candidato Luciano D’Alfonso.

Ho conosciuto attività di accertamento su ogni momento della mia vita: ho contato nove processi, tutti finiti con assoluzioni “perché il fatto non sussiste”:

  1. Per il trasferimento della dott.ssa Maria Pia De Simone (abuso, corruzione e concussione): assolto dal Gup di Chieti (abuso), dal Gup di Pescara (concussione) e dalla Cassazione (corruzione);
  2. Concorso Dezio: assolto dal Tribunale di Pescara (4 capi di imputazione su 5), assolto in appello con formula piena su tutte le imputazioni;
  3. Urbanistica: prosciolto davanti al Gup di Pescara;
  4. Housework: assolto dal Tribunale di Pescara;
  5. Ecosfera: assolto davanti al Gup di L’Aquila;
  6. Huge Wine Glass di Toyo Ito: prosciolto dal PM;
  7. Pescara calcio: prosciolto davanti al Gip di Pescara;
  8. Omicidio Pagliari: prosciolto davanti al Gup di Pescara;
  9. Denuncia per violenza sporta dal senatore Andrea Pastore: prosciolto.

Rimane la contestazione fatta dal PM davanti al Tribunale di Pescara per il cosiddetto processo Mare-monti, in cui mi si contesta il concorso in falso per l’idoneità di un tratto di sedime viario che entra nei confini di una riserva, di una perizia di variante concepita e adottata da organi e figure che mai hanno rilevato né potevano rilevare il mio coinvolgimento funzionale. Per quanto riguarda gli esiti della magistratura contabile, sono a disposizione di tutti all’indirizzo web http://www.pontedelmare.it/delibere-corte-dei-conti.html. Aggiungo solo che il loro esito riconosce nel merito la pluriennale correttezza della gestione finanziaria e contabile della cosa pubblica

Non ho mai parlato di processi, ho sempre collaborato con le autorità, mai sottraendomi a chi mi doveva giudicare. Non ho mai detto nulla sugli inquirenti, né ho replicato di fronte alle amplificazioni, anche strumentali, operate a volte da alcuni organi di informazione. A questo proposito penso che in alcuni casi non era difficile per un osservatore terzo formulare qualche rilievo, penso ad esempio ai processi sull’urbanistica, Dezio ed Ecosfera, nei quali sarebbe stato sufficiente dedicare il giusto tempo ad una lettura più attenta delle carte.

Per quanto riguarda il processo Housework, ho avuto la fortuna di avere un PM inattaccabile, che ha dedicato tutta la bravura e l’imparzialità che gli riconosco a sostenere le sue tesi e le difende ancora con tenacia.

Un giorno ricostruirò i passaggi della mia esperienza giudiziaria. Alcune circostanze circa la genesi e alcuni momenti salienti devo ancora chiarirli. Non me ne mancherà l’occasione.

Mi stupisce, invece, che tra ieri e oggi, alcuni organi di stampa abbiano riprodotto, ancora una volta, il solo punto di vista dell’accusa, che è fondamentale ma è uno dei tre che costituiscono il processo penale. Peraltro un punto di vista che è stato soccombente in giudizio. Sembra quasi che secondo certi operatori dell’informazione non abbia alcun rilevo la sentenza che, invece, è la sola che possa cristallizzare la verità processuale sui fatti e sulle responsabilità. E per quanto mi riguarda, nella pur lunga vicenda giudiziaria che ho attraversato in tutti questi anni, la verità che è stata sancita dai tribunali è che sono innocente rispetto alle accuse che mi sono state mosse.

Tutto questo, però, sembra lettera morta. Dico, allora, che non è giusto dare una rappresentazione pornografica degli atti processuali.

Peraltro uno di questi processi ha interrotto violentemente un mandato sancito dai cittadini: nel 2008 fui riconfermato sindaco di Pescara con una grande maggioranza e dopo sei mesi mi fu impedito di esercitare la mia funzione; un anno fa fui assolto da tutte le accuse, con una sentenza che dimostra che quell’arresto non doveva essere disposto, né effettuato, e che io avrei dovuto seguitare a svolgere il mandato di sindaco. La città di Pescara poteva essere diversa: non avremmo avuto un porto invalidato, ci sarebbe stato uno sviluppo dell’aeroporto, le Ferrovie si sarebbero occupate meglio del nodo ferroviario e ci sarebbe stata più collaborazione nella ricostruzione  dell’Aquila. Non sono considerazioni da salotto, quanto abbiamo realizzato tra il 2003 e il 2008 può fornire la base per ragionare su quello che avremmo potuto realizzare nel quinquennio che ci è stato negato.

Per questo mi sono rivolto ad un avvocato che verifichi la correttezza di quanto scritto tra ieri e oggi. Già una volta una testata nazionale fu condannata a versarmi 120mila euro; da oggi creerò una provvista finanziaria per le opere pubbliche con i risarcimenti ottenuti da chi dà letture pornografiche delle sentenze che mi riguardano. Per parte mia, non ho mai citato un mio avversario per i problemi giudiziari che ha avuto; parlerò di Abruzzo perché voglio discutere di temi, ma non pretenderò che i miei competitori facciano lo stesso.

Oggi dico: entriamo nel merito delle questioni che interessano davvero gli abruzzesi. Sono pronto a confrontarmi con chiunque. Ritengo di essere l’unica garanzia che questa Regione non scanserà le responsabilità: ho conosciuto lunghi quinquenni di nascondimento e di “non mi compete” ma la Regione che voglio io è competente e gigantesca. Per questo mi candido due volte: per fare e per rimediare a ciò che non è stato fatto finora, e non saranno le urla sguaiate di orde barbariche a fermarmi. Spero che in Abruzzo non si corra ad abbattere l’avversario né a porgli ostacoli come si fece nel 2005, quando con una decisione presa nottetempo fu cambiata la legge elettorale e io non potei candidarmi.

Mi si rimprovera il fatto che io abbia frequentazioni con imprenditori, ma vorrei ricordare che il consenso è un valore e negli Stati Uniti avere finanziamenti da privati è considerato un vanto per un politico: è la dimostrazione che quel politico è in grado di veicolare consenso, che quanto dice interessa la società e motiva le persone ad affidarsi a lui e a sostenerlo. Certo tutto deve essere fatto alla luce del sole.

Pubblicherò i nomi di chi finanzierà la mia campagna elettorale. Intanto posso dire che il camion che sto usando nel mio cammino per portare Regione Ovunque è di un amico, Camillo Addario, che non ha avuto contratti da enti pubblici o dall’Anas, e l’autista è suo nipote; ho anche dei volontari che mi supportano. Abbiamo un conto corrente grazie al quale arriveranno aiuti economici e renderemo noti i nomi di chi mi sosterrà, concordando con il mio legale le forme di pubblicità di ogni aiuto ricevuto: voglio rendere indiscutibile qualsiasi aiuto mi pervenga.

Ci sarà pure una ragione per cui ho vinto ogni volta che mi sono candidato: quando dico una cosa la faccio, e nei miei giri per l’Abruzzo vedo solo consenso che attende un’urna in cui depositarsi.

Luciano D’Alfonso

 

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