sulmona.jpgL’Istat certifica che dal 2008 al 2013 in Abruzzo l’esercito dei senza lavoro è raddoppiato, passando da 32mila a 64mila unità, con un tasso di disoccupazione che è salito dal 6,6 all’11,4 per cento. Nello stesso periodo coloro che hanno un lavoro sono diminuiti da 518mila a 490mila, e il tasso di occupazione è sceso dal 59 al 54,8 per cento. Non solo: il Cresa rivela che per il primo trimestre 2014 le imprese abruzzesi prevedono 1.270 lavoratori in meno. Si tratta di numeri impietosi, che richiedono misure urgenti e adeguate. Nel programma di governo regionale elaborato da Luciano D’Alfonso vi sono alcune idee.

Per quanto riguarda la creazione di nuove imprese, c’è un estremo bisogno di politiche che facilitino le aziende e lo sviluppo. Il territorio abruzzese deve diventare preferibile a un altro e per farlo deve dotarsi di elementi di convenienza (che non sono necessariamente finanziari). Se si parte dalle convenienze amministrative, ad esempio, si può arrivare all’azzeramento dei tempi della Pubblica amministrazione nei confronti di un progetto di vita delle imprese. A questo si aggiungano le convenienze fiscali, a partire dalla gradualità fiscale di competenza degli enti locali. L’attrazione degli investimenti non dovrà essere concepita in modo tradizionale ma con diverse alternative alle procedure amministrative classiche. In merito alla facilitazione della vita delle imprese, non è possibile che per un insediamento produttivo ci vogliano 29 mesi per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie. In Baviera le istituzioni competenti sono immediate nelle risposte. In Turchia in 9 giorni arriva la risposta sull’insediamento. Bisogna velocizzare il processo portandolo a livelli europei.

Inoltre la Regione Abruzzo deve valorizzare le città distretto, che rappresentano la cerniera del sistema socio-economico abruzzese; esse sono per i cittadini fonte di identità storico-culturale, mentre per le imprese che vi operano costituiscono il fulcro delle loro multiple relazioni. A titolo esemplificativo si fa riferimento alla città di Avezzano quale importante centro regionale della produzione ortofrutticola e snodo logistico verso il mar Tirreno.

La città distretto assume diverse declinazioni: la città distretto per le attività economiche e commerciali in partnership con la pubblica amministrazione e altri soggetti mira a costruire una nuova modalità di lavoro in grado di creare sinergie, condividere i progetti e realizzare interventi capaci di far sì che la stessa sia pronta a cogliere le opportunità presenti e future legate al territorio; la città distretto delle tradizioni, che riassume un secondo elemento portante: valorizzare le attività economiche storiche legate alla tradizione del territorio (si pensi alle città di Sulmona, famosa in tutto il mondo anche per i suoi confetti, e Guardiagrele, con la sua grande tradizione del ferro battuto e del rame); la città distretto del verde e dell’ambiente, come ulteriore aspetto della vision strategica: le città di Scanno e Castel di Sangro ne sono un esempio lampante, in cui le attività economiche tipiche diffuse sul territorio potrebbero essere accessibili mediante la rete dei parchi nazionali, capaci di fungere da collante per muoversi sul territorio in chiave turistica; la città distretto della cultura, che esemplifica l’elemento legato alla promozione degli elementi storico-culturali passati, presenti e futuri che caratterizzano il territorio abruzzese (si guardi alle città di Lanciano e Atri).

Per quanto riguarda la programmazione degli insediamenti industriali, è importante prevedere nel prossimo programma di governo una legge regionale che disciplini l’utilizzo del suolo da parte delle aziende stanziate nelle aree industriali. In un periodo di profonda crisi come questo, in cui numerose imprese cessano la propria attività, è importante avere la possibilità per l’ente Regione, di recuperare in fretta i terreni dove operavano le imprese cessate, per evitare il rischio di precludere al territorio abruzzese importanti insediamenti produttivi futuri quando la crisi sarà passata.

E’ quindi possibile dare una risposta credibile alla domanda impellente di lavoro che giunge dal territorio abruzzese, attraverso la creazione di una regione più facile –dove sia semplice per ognuno poter realizzare il suo progetto di vita o di impresa, trovando nell’istituzione non un ostacolo ma un alleato – e dinamica nella capacità di dare respiro all’iniziativa economica.