Pubblichiamo il testo di una lettera al quotidiano il Centro, pubblicata il 3 aprile 2014, nella quale Luciano D’Alfonso risponde al senatore Nevio Felicetti che lo aveva invitato, in sostanza, a “dire qualcosa di sinistra”

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Caro Direttore,

molto volentieri raccolgo il suo invito, sollecitato da un appello di un uomo che considero un maestro come Nevio Felicetti, e condivido con i lettori qualche riflessione sull’idea di sinistra che mi interpella e che mi spinge a fare la mia parte in politica nel modo migliore che mi riesce.

Lo faccio con la rapidità consentita dai tragitti di una campagna elettorale, mentre il taccuino sobbalza sulle ginocchia per via di tanto manto stradale non esattamente amico dei viaggiatori delle strade interne.

Come prima cosa per me è di sinistra il confrontarsi, accettando tutte le critiche e i rilievi, cogliendo ognuno di questi momenti come un’occasione per comprendere e farsi comprendere meglio e corrispondere alle attese delle persone, senza mai rendersi inaccessibile o intangibile. Accanto al metodo per me è di sinistra, o di centrosinistra se vogliamo essere più esatti, prendersi cura di alcuni diritti fondamentali: tra questi penso subito alla salute, al lavoro, alla formazione, all’ambiente, alla migliore e più libera circolazione possibile di idee, persone e beni.

Su tutti questi punti vedo che in Abruzzo c’è molto da fare: per avere una sanità che funzioni in automatico, senza il bisogno di telefonate speciali, con liste di attese abbattute, medici valorizzati, tecnologie utilizzate pienamente, premura costante verso i pazienti anche dopo le fasi acute; per suscitare ed attrarre nuova impresa che realizzi finalmente la speranza di tanti giovani (per non dire di quanti meno giovani sono espulsi dal mondo del lavoro) di trovare un’occupazione stabile e corrispondente al proprio progetto di vita; per realizzare un sistema formativo regionale perfettamente corrispondente agli standard europei e che consenta di incrociare in modo più facile l’offerta di lavoro, anche attraverso tirocini aziendali messi a disposizione di tutti i ragazzi che abbiano terminato il loro percorso scolastico e universitario; per risanare i fiumi, la vera ricchezza di questa regione, scongiurando minacce gravissime per la salute e restituendo loro accessibilità e vita, per tutelare il territorio intervenendo sulle cause del dissesto, per valorizzare la biodiversità e garantire la qualità e la sicurezza dei prodotti della terra che finiscono sulla mensa delle nostre famiglie; per potenziare i porti che saranno la vera carta vincente dello sviluppo da riaggianciare e per completare le grandi infrastrutture su ferro, in particolare potenziando la tratta adriatica e quella verso Roma delle ferrovie, migliorando anche i servizi per i pendolari delle tratte interne, quelle su gomma con particolare riferimento alla fondovalle Sangro, ma determinando un cantiere di manutenzione straordinaria di tutta la viabilità interna, e per realizzare un trasporto pubblico locale che sia degno dei bisogni e delle aspettative dei cittadini che lo utilizzano Quasi sintetizzando, io penso che sia di centrosinistra organizzare un vissuto pubblico che aiuti ognuno a far emergere il meglio di sé e che riconosca diritto a chi ha merito e a chi ha bisogno e vive l’esperienza del dolore.

Io mi candido a realizzare questo programma, chiedendo il coinvolgimento di tutti coloro che lo condividono e che intendono essere utilmente aggiuntivi rispetto alla sua attuazione nei 1800 giorni del nostro governo regionale. Ovviamente saranno i cittadini col loro voto a decidere se questa esperienza vedrà la luce e coloro che saranno eletti per condurla in Consiglio regionale. Fortunatamente questa volta non ci saranno quei listini che nelle ultime legislature sono state il vero nodo di mercanteggiamenti di pezzi di ceto politico desiderosi di vacanzeggiare all’Emiciclo.

I cittadini sceglieranno i loro rappresentanti, i partiti e la società monitoreranno il lavoro degli eletti con l’aiuto sempre intelligente e puntuale della stampa, io sarò sempre a disposizione per rispondere a sollecitazioni e critiche, ringraziando per il contributo che ricevo e sempre impegnato a realizzare un riformismo regionalista che renda esercitabili concretamente tutti i diritti che sappiamo essere connaturati alla stessa idea di sinistra. Ma su questo tema spero di avere un’occasione più distesa per ragionarne con lei e con Nevio Felicetti.

Luciano D’Alfonso