D'Alfonso e la ministra Boschi
D’Alfonso e la ministra Boschi

Un dialogo a distanza ravvicinata tra il neo-governatore della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso e la ministra per le Riforme Maria Elena Boschi. E’ quello avvenuto stamattina al cinema S. Andrea di Pescara, dove si è svolta una manifestazione a sostegno dei candidati sindaci abruzzesi del centrosinistra impegnati nei ballottaggi di domenica 8 giugno.

A interloquire per primo è stato Luciano D’Alfonso: <<Ministra, ci preme la tua presenza qui oggi, perché sei al centro delle riforme; abbiamo bisogno di rivedere cosa deve essere la Regione, anche per capire come allearsi con le regioni limitrofe, poiché abbiamo progetti da avviare con le Marche e il Molise. E bisogna farlo presto: il premier Renzi, che sto studiando da parecchio, mi convince quando si fa sostenitore della velocità. E’ il sindaco d’Italia, bravo quando mette mano alla pubblica amministrazione e quando concepisce un riformismo che dà e non toglie>>. Poi un doppio appello alla Boschi: <<Due cose ti chiedo, ministra, e non vengo col cappello in mano a invocare ciò che non ci tocca, ma voglio soluzioni: innanzitutto per Pescara – città a vocazione commerciale e turistica – chiedo una Autorità portuale con un servizio permanente di manutenzione dei porti abruzzesi (e non solo). Secondo: la Macroregione Adriatica che sta per nascere deve prevedere un segmento di territorialità contigua – la Marca Adriatica – per non essere limitata dai confini regionali>>.

La risposta della Boschi è arrivata a stretto giro, preceduta da un’analisi del voto: <<Partiamo dall’orgoglio del risultato storico raggiunto. Ora deve diventare coraggio: chi ci ha dato fiducia ha visto il cambiamento in noi, che abbiamo fatto politiche diverse da portare anche in Europa. Le elezioni non erano solo un confronto ma anche una sfida tra i modelli di chi proponeva solo il caos e chi voleva lavorare. Per quanto riguarda le richieste di Luciano (lo chiama proprio così, ndr), ci lavoreremo e ci vedremo sicuramente anche a Roma per discuterne>>. Il discorso si allarga poi alla strategia del governo: <<Si parte dalla riforma della pubblica amministrazione, che dia un paese più a portata di cittadino e di impresa: basta col fare processioni negli uffici per un certificato, occorre più semplicità. Il problema principale è il lavoro, va fatta la riforma degli ammortizzatori sociali e l’estensione della maternità alle categorie che ne sono escluse; e abbiamo già iniziato l’alleggerimento della pressione fiscale, il taglio del cuneo fiscale con i famosi 80 euro che non sono una misura da campagna elettorale ma il frutto di una scelta precisa>>. Sui ballottaggi: <<Manca davvero poco per un risultato grande. Chiedo attenzione particolare per Manola Di Pasquale, che è attesa da una sfida durissima. L’augurio è che, una volta eletti, più che primi cittadini siate ultimi cittadini, sempre a disposizione di tutti>>.

All’incontro, moderato dal giornalista del Centro Lorenzo Colantonio, hanno preso parte i candidati sindaci abruzzesi del centrosinistra Lino Ruggero (Montesilvano), Francesco Comignani (Silvi), Francesco Mastromauro (Giulianova), Manola Di Pasquale (Teramo) e Marco Alessandrini (Pescara) oltre al sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini e ad Alexandra Coppola (direzione nazionale del Pd).

Legnini ha nominato tutti i candidati assumendo toni quasi epici: <<Marco è un diesel Euro 5, guida sicura e pulita di questa città; Manola è un’eroina perché ha costretto il sistema di potere del centrodestra teramano ad arrivare al ballottaggio; Francesco Mastromauro confermerà sicuramente il suo buon governo; Comignani e Ruggiero sono le sorprese e hanno bisogno di tutto il nostro supporto. E’ stata una battaglia collettiva, fatta da migliaia di persone che hanno scritto una pagina di storia importante della nostra regione. Occorre dare l’impronta del cambiamento e togliere il vecchiume, abbiamo il dovere di dare un segnale forte in questo senso>>.

A nome degli aspiranti sindaci ha parlato Marco Alessandrini: <<Siamo alla fine di un lungo viaggio iniziato a febbraio con le primarie, il risultato è a portata di mano, c’è un buon vento anche se, come insegna Trapattoni, “non bisogna dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Alle porte c’è una virtuosa filiera istituzionale con la Regione del neo-governatore D’Alfonso – e qui scatta un’autentica ovazione – e la presenza di Maria Elena Boschi è segno di innovazione e cambiamento: talvolta occorre scegliere la strada più impervia perché poi la gente ti premia e capisce chi ha veramente passione, coraggio e impegno>>.