La crisi sta mettendo a durissima prova le famiglie e le fasce deboli della popolazione abruzzese, già fiaccate da una politica sociale regionale fatta di tagli e sacrifici che non hanno avuto come contropartita una buona politica di bilancio con servizi sociali diffusi ed efficaci. La Regione con la “R” maiuscola (istituzione) deve tornare ad occuparsi della regione con la “r” minuscola (cittadinanza), perché in questi ultimi anni la politica che avrebbe dovuto sostenere la vita e il futuro della comunità abruzzese quando non ha fatto danni non ha lasciato traccia di sé.

luciano d'Alfonso, donnePer centrare lo scopo bisogna restituire peso e valore a tutti i mondi che la compongono. E’ indispensabile riportare le donne ad un ruolo dinamico e attivo nella vita amministrativa della Regione, questo sia attraverso una riforma dello Statuto regionale che assicuri subito una maggiore e qualificata partecipazione femminile al processo decisionale, sia facendosi promotori della più piena integrazione di genere nel mondo del lavoro e all’interno dei consigli di amministrazione.

E’ necessario iniziare subito affinché il nuovo orientamento statutario diventi tesoro di diritti costitutivi della nostra comunità: a partire dal coinvolgimento di genere, ma senza tralasciare il coinvolgimento di altri pezzi competenti e utili della società abruzzese.

Faremo in modo di ripensare e riconcepire un nuovo piano delle funzioni in modo che chi ha meno tempo possa essere cittadino attivo sempre per le città, le istituzioni, il mondo sociale e imprenditoriale, senza trascurare il suo diritto ad essere padre, madre, genitore, supporto, tutore di nuove professionalità grazie alla propria competenza.

Luciano D'AlfonsoCi sono pezzi di realtà che non si incontrano mai nella vita quotidiana. Parliamo innanzitutto di famiglie, che fanno salti mortali per far convivere figli e lavoro quando non hanno il contributo prezioso della parentela stretta e per assicurare ai propri ragazzi un futuro in cui  l’istruzione sia un diritto e non una possibilità. A questa enorme fetta di mondo abruzzese dobbiamo dare strumenti che funzionino e facilitino la vita, facendoci portatori del potenziamento dei servizi veri, strutturati sul bisogno reale di aiuto, per la prima infanzia e per la cfrescita, per le età avanzate, attraverso forme innovative e rodate di progettazione e coinvolgendo professionalità di cui l’Abruzzo del sociale è ricco da sempre.

Ogni abruzzese sarà coinvolto, anche chi, uscito dal processo produttivo per limiti di età, vorrà mettere a disposizione la sua competenza per formare chi vi è appena entrato. Scriveremo un progetto integrato per consolidare la centralità degli anziani nell’azione di governo, sia per fronteggiare le crescenti esigenze di luciano d'Alfonso, anzianiprotezione della terza età, soprattutto per la non-autosufficienza, sia per porre l’anziano come nuovo protagonista della vita sociale, facendo nascere la figura di un tutor che sia di riferimento nei vari comparti del mondo del lavoro.

Saremo orecchio e braccio risolutivo per quella parte della popolazione che vive condizioni di disabilità e indigenza, migliaia di persone che devono gridare per vedersi riconosciuto il proprio diritto paritario di vivere dignitosamente, lavorare, studiare, circolare, progettare e agire dentro e fuori i confini della nostra regione.

Non è un’idea di Regione che assiste quella che realizzeremo dopo il 25 maggio. Ma sarà una Regione che si farà percepire per le politiche attive di cui sarà capace a nome di tutti gli abruzzesi che rappresenta: donne, uomini, bambini, anziani, disabili, stranieri, indigenti. Dobbiamo porre le fondamenta di questo cambiamento all’inizio della legislatura di cui saremo interpreti, perché sarà la marcia più importante per imprimere un nuovo corso al futuro che l’Abruzzo si merita.