Progetto di legge regionale: Regione facilissima per le imprese – Misure a sostegno del sistema produttivo regionale. Proposta da arricchire e definire con il contributo delle imprese. In coda una nota di incoraggiamento del membro della Commissione Europea Ferdinando Nelli Feroci

Progetto di legge regionale

Regione Facilissima per le Imprese. Misure a sostegno del sistema produttivo regionale.

Art. 1
(Finalità)

La Regione, in conformità alla normativa dell’Unione europea e nell’ambito delle potestà e delle competenze regionali di cui alla parte II, titolo V, della Costituzione, promuove la crescita competitiva  e sostenibile del sistema produttivo, l’attrattività del contesto territoriale, l’incremento dell’occupazione e della ricchezza della Regione, favorendo nuovi insediamenti anche attraverso azioni di fiscalità di vantaggio, semplificazione straordinaria dei procedimenti amministrativi e altri opportuni interventi atti ad agevolare le imprese.

Art. 2

(Ambito oggettivo di applicazione)

Le disposizioni della presente legge si applicano alle imprese che operano nei settori produttivi nonché alle attività libero professionali la cui disciplina è rimessa alla competenza legislativa della regione.

Art. 3
(Tipologie d’intervento)

1. La Regione, nel rispetto della disciplina europea in tema di aiuti di Stato e concorrenza, persegue le finalità di cui all’articolo 1 attraverso le seguenti tipologie d’intervento:

a) semplificazione dei procedimenti amministrativi;

b) contratti di localizzazione;

c) riduzione del carico fiscale;

d) accesso al credito;

e) costi energetici.

Art. 4
(Semplificazione dei procedimenti amministrativi a disciplina regionale riguardanti i settori produttivi)

La Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) di cui all’articolo 19 della legge 241/1990, prevista dalle normative regionali per i procedimenti amministrativi relativi ai settori di cui all’articolo 2 è sostituita dalla Comunicazione Unica Regionale (CUR) ci cui al comma 2.

Fermo restando quanto previsto dall’art. 37 del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69 e tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 9 della legge 11 novembre 2011 n° 180 e successive modificazioni ed integrazioni, i procedimenti amministrativi, di cui al comma 1, relativi all’avvio, svolgimento, trasformazione e cessazione di attività economiche, nonché per l’installazione, attivazione, esercizio e sicurezza di impianti e agibilità degli edifici funzionali alle attività economiche, il cui esito dipenda esclusivamente dal rispetto di requisiti e prescrizioni di leggi, regolamenti o disposizioni amministrative vigenti, sono sostituiti da una comunicazione unica regionale resa al SUAP dal legale rappresentante dell’impresa ovvero dal titolare dell’attività economica, sotto forma di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, che attesti la presenza nel fascicolo informatico d’impresa, ove previsto, o il rilascio da parte della pubblica amministrazione dei documenti sulla conformità o la regolarità degli interventi o delle attività.

La comunicazione unica regionale di cui al comma 2 è resa attraverso l’utilizzo di una modulistica unificata, predisposta dalla Giunta regionale entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge; tale modulistica è utilizzata fino all’adozione di quella unificata e standardizzata

prevista dall’art. 24, comma 3, del D.L. 24 giugno 2014 n. 90
(Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari), convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n° 114.

L’avvio dell’attività è contestuale alla comunicazione unica regionale alla quale non devono essere allegati documenti aggiuntivi, il cui onere di trasmissione telematica, ai fini dell’acquisizione al fascicolo informatico d’impresa, ove previsto, presso la camera di commercio, resta in capo alle competenti pubbliche amministrazioni per il tramite del SUAP, in  ossequio al principio dell’interoperatività.

Entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione unica regionale, le amministrazioni competenti, verificata la regolarità della stessa, effettuano i controlli, anche mediante la consultazione del fascicolo informatico d’impresa, almeno nella misura minima indicata dalla Giunta regionale, e fissano, ove necessario, un termine non inferiore a sessanta giorni per ottemperare alle relative prescrizioni. Se l’interessato non provvede nel termine assegnato, l’amministrazione competente emette il provvedimento di inibizione al proseguimento dell’attività.

Restano salve le disposizioni previste dall’articolo 19, comma 6, della l. 241/1990 e dagli articoli 75 e 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa).

Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai casi in cui sussistano i vincoli ambientali, paesaggistici o culturali di cui all’articolo 19, comma 1, della l. 241/1990, ai procedimenti riguardanti le medie e grandi strutture di vendita disciplinate dagli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 (Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59) e dalla legge regionale 16 luglio 2008, n.11 (Nuove norme in materia di commercio), nonché ai procedimenti in cui la necessità di un regime di autorizzazione sia giustificata dai motivi di interesse generale di cui all’articolo 8, comma 1, lettera h), del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59 (Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno). Parimenti sono esclusi dall’ambito di applicazione della presente legge gli impianti e le infrastrutture energetiche, le attività connesse all’impiego di sorgenti di radiazioni ionizzanti e di materie radioattive, gli impianti nucleari e di smaltimento di rifiuti radioattivi, le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, nonché le infrastrutture strategiche e gli insediamenti produttivi di cui agli articoli 161 e seguenti del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE).

La Giunta regionale, d’intesa con il sistema camerale, individuati i procedimenti di cui ai commi precedenti ed i requisiti minimi per l’esercizio di ciascuna attività di impresa, procede alla pubblicazione dell’elenco unitamente alla relativa modulistica sui portali del SUAP, sul sito delle Agenzie per le Imprese, sul sito delle camere di commercio e sul sito della Regione Abruzzo.

I contratti di localizzazione di cui all’articolo 5  hanno efficacia sostitutiva di tutti i provvedimenti autorizzativi comunque denominati necessari all’esercizio dell’attività di impresa salvo i casi in cui sussistano i vincoli ambientali, paesaggistici, o culturali di cui all’articolo 19, comma 1, della legge 241/1990.

Le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione all’esito dell’adeguamento delle disposizioni regionali vigenti da effettuare entro novanta giorni dalla entrata in vigore delle presente legge.

Art. 5

(Contratti di localizzazione)

La Regione, per il perseguimento delle finalità di cui all’articolo 1, promuove la stipula di contratti di localizzazione quali strumenti negoziali che contengono precisi obblighi e diritti reciproci tra imprese e pubblica amministrazione nella prospettiva di definire, in particolare, tempi certi, numero di posti di lavoro previsti, incentivi, e ricorso semplificato agli strumenti urbanistici per la localizzazione degli insediamenti produttivi, l’ampliamento di insediamenti già esistenti, il recupero di aree dismesse, degradate o sottoutilizzate, nonché per la valorizzazione di ambiti strategici.

I contratti di localizzazione sono approvati con deliberazione della Giunta regionale, previa adozione dei relativi criteri con atto della Giunta stessa.

        Art . 6

             (Riduzione della pressione fiscale a vantaggio della nuova occupazione)

La Regione Abruzzo, nel rispetto della normativa europea e della disciplina degli aiuti di stato e nel rispetto delle competenze regionali di cui alla parte II, Titolo V della Costituzione, al fine di promuovere la crescita, anche attraverso il recupero della competitività del sistema produttivo, contrasta l’evasione fiscale e ne destina i relativi gettiti finanziari, al verificarsi di tutti i presupposti finanziari e di legge, prioritariamente ad interventi di riduzione del carico fiscale in favore di soggetti che incrementano il numero di lavoratori dipendenti.

Al verificarsi dei presupposti di cui al comma1 e nel rispetto dei criteri e delle modalità previsti dall’art. 2, comma 80, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, la Regione può procedere alla riduzione delle maggiorazioni delle aliquote regionali IRAP in favore dei soggetti di imposta di cui all’articolo 2 che abbiano proceduto a nuove assunzioni.

Al verificarsi dei presupposti di cui al comma 1 ed al cessare degli automatismi fiscali previsti dalla vigente legislazione nel settore sanitario nei casi di squilibrio economico, la Regione può ridurre, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 5, comma 1, del Decreto Legislativo 6 maggio 2011, n. 68, le aliquote dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) fino ad azzerarle e può disporre deduzioni dalla base imponibile in favore dei soggetti d’imposta di cui all’art. 2 che abbiano proceduto a nuove assunzioni.

Art. 7

(Accesso al credito)

La Regione, per il perseguimento delle finalità di cui all’articolo 1, prevede interventi di facilitazione dell’accesso al credito da parte delle imprese, attraverso lo sviluppo di un sistema delle garanzie e del credito.

Art. 8

(Costi energetici)

La Regione, per il perseguimento delle finalità di cui all’articolo 1, prevede misure volte a ridurre la incidenza dei costi energetici delle imprese di cui all’articolo 2, attraverso una revisione del sistema di produzione, trasporto e distribuzione dell’energia stessa, nell’ambito delle competenze attribuite alle Regioni dall’articolo 117 della Costituzione.

Art. 9

(Rispetto della normativa europea in materia di Aiuti di Stato)

Gli interventi previsti dalla presente legge a favore delle imprese e delle attività libero professionali sono attuati nel rispetto della normativa europea sugli Aiuti di Stato ed in particolare dell’art. 7 della legge regionale 30 ottobre 2009, n. 22 (Disposizioni sulla partecipazione della Regione Abruzzo ai processi normativi dell’Unione Europea e sulle procedure d’esecuzione degli obblighi europei).

Art. 10

(Norma finanziaria)

Dall’applicazione della presente legge non derivano maggiori oneri a carico del bilancio della Regione Abruzzo.

Art. 11
(Entrata in vigore)

La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.

Il Direttore Regionale                                                                         L’Assessore

Ing. Nicola Commito                                                                     f.f. Giovanni Lolli

Nota Nelli Feroci

risposta Nelli Feroci a D'Alfonso

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