Marina di PescaraIl sistema dei porti è uno dei punti di forza del sistema regionale, un valore che non permette nessuna logica da sbadiglio da parte della pubblica amministrazione. Eppure accadono vicende incomprensibili alla luce di questa ovvia considerazione, come quella del porto turistico di Pescara.
E’ recente il grido di allarme degli esponenti di Assonautica per i problemi di insabbiamento del Marina: “Abbiamo voluto lanciare un segnale”, ha spiegato Francesco Di Filippo, presidente dell’associazione, “L’aspetto paradossale della vicenda è che i fondi per dragare il Marina ci sono, ma non si interviene per i soliti problemi burocratici. Noi chiediamo, a gran voce, di fare presto, di avviare al più presto gli atti amministrativi, di sbloccare le autorizzazioni per lo smaltimento delle sabbie a terra, per l’individuazione dei siti. E’ necessaria una conferenza di servizi tra Direzione marittima, Comune, Regione”.
L’Abruzzo diventerà una regione facile e veloce soprattutto per garantire la tempestività degli interventi, soprattutto quando ci sarà bisogno dell’intervento dell’ente regione.
Veloci saranno gli atti, facili le possibilità di superare gli ostacoli burocratici e incisive e pertinenti le competenze che metteremo in campo.
Il porto turistico di Pescara è uno dei più importanti dell’Adriatico, attualmente il pescaggio (la profondità dei fondali), arriva al massimo a due metri all’imboccatura. Troppo pochi per garantire l’entrata e l’uscita in sicurezza delle barche da diporto.
Il Marina è un fiore all’occhiello della città e della regione, è stato costruito in tre anni, con fondi europei, è da sempre bandiera blu europea.
Sono 85 le persone che lavorano nel porto turistico, senza contare l’indotto, è dunque un moltiplicatore di reddito, di lavoro e di economia. Quest’anno non si potranno ospitare le tappe dei campionati italiani, europei e mondiali.
Solo queste tre manifestazioni avrebbero portato almeno 1,5 milioni di euro di indotto.
Per una notizia negativa che boccia l’attuale sistema regionale, ce n’è una interessante che nasce dal sistema industriale privato.
Questa sera approda a Ortona una nave della compagnia Grimaldi per un carico di furgoni Ducato dalla Sevel della val di Sangro. Un esperimento, come lo definisce la società di navigazione, ma il suo esito prelude a sviluppi economici interessanti. Proprio su questo tema spingeremo forte sull’acceleratore per rimettere in corsa il motore dell’economia abruzzese.
L’idea, che coltiviamo da tempo, è quella di fare della costa abruzzese la porta verso l’altra sponda dell’Adriatico e da qui verso Grecia, Turchia e in generale tutto l’Est europeo. Ma non basta. La prospettiva di due assi inseriti nelle macro regioni Marca adriatica (Abruzzo, Marche e Molise) e Appennino italico (Abruzzo, Lazio e Umbria) si innesta perfettamente nel sistema dei porti, Giulianova, Pescara, Ortona e Vasto, che potranno connettere il Tirreno con l’Adriatico, con diverse articolazioni e specializzazioni, e da qui l’Abruzzo e l’Italia con l’est Europa.
Attualmente una imponente fetta di mercato delle merci europee percorre il Tirreno da Barcellona a Civitavecchia e da qui raggiunge, su gomma, Ancona o Brindisi per poi riprendere il mare verso Spalato o Durazzo.
Una aggiunta di chilometri (e di inquinamento) e di spese che potrebbe essere eliminata utilizzando il porto di Ortona.
I mezzi pesanti non attraverserebbero la città, con la bretella autostradale in costruzione, e i trasportatori eviterebbero di percorrere centinaia di chilometri in più rispetto a oggi. Indubitabili i vantaggi per l’economia cittadina e abruzzese in generale.
Il  deve dotarsi di un fondale da portare stabilmente a 10 metri e di una bretella autostradale che dall’uscita della A/14 porti i mezzi pesanti direttamente sulla banchina. Interventi annunciati ma che con la Regione facile che abbiamo in mente arriveranno a una veloce realizzazione.
C’è bisogno di un vero regionalismo in Abruzzo perché le opportunità offerteci dalla natura possano essere colte dai nostri cittadini.
Noi sappiamo come fare, dal 26 maggio ci metteremo all’opera per sconfiggere lo sbadiglio, e far vincere gli abruzzesi.