«La ripresa passerà attraverso tre poli: capitale umano e qualità dei cervelli, semplificazione della vita per le imprese, armatura del nostro territorio che va predisposto affinchè tutto accada facilmente, velocemente e comodamente». Questa è la ricetta per la ripresa economica del settore delle costruzioni presentata da Luciano D’Alfonso intervenuto al 1° convegno regionale “Il futuro è in cantiere”, organizzato dal Comitato Regionale Giovani Imprenditori Edili di ANCE Abruzzo e tenutosi oggi al Teatro Marrucino di Chieti.

A farsi carico delle istanze dei giovani costruttori abruzzesi, protagonisti di un settore, quello dell’edilizia, che ha risentito ampiamente della crisi economica, interviene, nella visione programmatica di D’Alfonso, «il potere pubblico prevalente che deve avere la visione delle priorità e la contezza delle risorse umane, finanziarie e di idee».

Il tutto puntando sulla leva della semplificazione burocratica, una vera rivoluzione che possa riscrivere, facilitandole, le regole alla base dei rapporti tra imprese e Pubblica Amministrazione.

983621_262395263941074_496426919_n«È la scarsità delle idee che produce la caduta del sentimento collettivo», dichiara D’Alfonso, indicando l’esempio americano della Silicon Valley dove si scommette sui giovani e sulla loro inventiva e contrapponendolo al campo della ricerca abruzzese che, pur annoverando talenti ed idee, vede un mancato coordinamento strutturale tra le varie strutture.

Parlare di edilizia significa anche parlare di L’Aquila, il cantiere più grande d’Europa dove, però, non si è riusciti a sfruttare adeguatamente l’occasione lavorativa in assenza di «uno strumento giuridico comunitario specifico per le imprese», lamenta D’Alfonso, ricordando un incontro avuto in aeroporto con Romano Prodi che incoraggiava l’impiego, regolamentato con apposita legge, delle risorse finanziare comunitarie, a volte rimandate indietro a causa dei lunghi tempi di cantierizzazione. Un nuovo obiettivo 1 pensato per la ricostruzione di una delle città per cui è passata la storia d’Europa.

La tavola rotonda, che ha visto la partecipazione anche dell’on. Giovanni Legnini, Sottosegretario all’Economia, Luciano D’Amico, Rettore dell’Università di Teramo, Roberto Sbrolli, Direttore di Carichieti e Angelo De Cesari, Vice Presidente Nazionale Ance, è poi proseguita con l’analisi delle emergenze infrastrutturali, tematica «che interessa l’Ance, la comunità dei decisori pubblici, la cittadinanza e le giovani generazioni».

D’Alfonso rievoca l’impegno di Silvio Spaventa «che nel 1872 ci ha donato l’unica quota di ferrovia che l’Abruzzo ha: le ferrovie che ha pensato lui sono quelle che ci sono e questo ci convoca molto, ci assegna responsabilità perché se ci fosse un diritto mondiale che stabilisce ciò che si poteva fare e non è stato fatto e in ragione di questo amministrasse la sanzione, intere generazioni di classi dirigenti dovrebbero essere sospese e dovrebbero restituire il voto poiché sono passati quinquenni interi nei quali si poteva fare e non si è fatto».

Quale il rimedio possibile? «Dobbiamo organizzare un supplemento di consapevolezza – propone D’Alfonso – un supplemento anche di fermezza sulle priorità. Al Ministero delle Infrastrutture sorridono perché noi siamo gli unici che ogni sei mesi cambiamo opinione. La prima cosa che dovremmo fare è un patto per individuare le infrastrutture che servono in Abruzzo».

Per la partita ferroviaria del prossimo futuro, considerata l’introduzione dei treni dell’alta velocità in altre zone d’Italia, «dobbiamo essere – esorta il candidato del centrosinistra – continui, tenaci, determinati, con l’obiettivo davanti senza mollare mai. Dobbiamo pensarci più grandi di quello che siamo, alleati con Molise e Marche per negoziare le priorità necessarie».

D’Alfonso argomenta anche sullo stato dei porti abruzzesi, paragonati «a figli illegittimi: non hanno niente, non hanno piani regolatori che noi dobbiamo approvare in fretta», prevedendo anche l’istituzione di un’Authority portuale, attraverso l’alleanza con il porto di Termoli, «che si faccia carico della manutenzione e della promozione dei porti».

Infine l’aeroporto di Pescara, per cui D’Alfonso auspica la «specializzazione di rotte e di funzioni evitando duplicati che non possono esistere» e i trasporti su gomma, iniziando dalla «fondovalle Sangro che diventerà la priorità numero uno dopo che per quaranta anni è stata piena di incompiutezze all’altezza di Quadri dove abbiamo il distretto economico più fruttuoso con il sistema viario più incompleto».

In chiusura di dibattito, in considerazione degli interventi infrastrutturali di competenza regionale, l’ultimo riferimento di D’Alfonso è per la categoria dell’immoralità in politica «che riguarda in primo luogo la mancata coincidenza tra le cose che servono e le cose che si fanno».